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Antonio Pirisi
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RIMEMBRANZE
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"Requiem" per il palazzo incendiato di "Risparmio Casa"

Mani pietose hanno acceso lumini per i defunti sulle transenne dimezzate dal Comune,
per non dimenticare gli sfrattati, lo scempio all'ingresso della città turistica, l'inquinamento perenne della zona circostante e non solo

Alghero, 13 marzo 2019

Qualche giorno fa pare ci sia stato il mesto pellegrinaggio di alcuni algheresi, probabilmente vicini alle cinquanta famiglie di sfrattati, che avrebbero acceso per qualche minuto una decina di lumini rossi, quelli per i defunti, dopo averli fissati con nastro adesivo sulle poche transenne rimaste a "protezione" del palazzo evacuato a seguito dell'incendio scoppiato attorno alla mezzanotte del 19 luglio 2017.

Quella notte le fiamme avevano interessato il condominio realizzato tra via Mazzini, via Barraccu, via Vittorio Emanuele e via Botticelli, prima nei piani interrati dei magazzini-box e successivamente, attorno alle otto del mattino seguente, nei locali di vendita, al piano terra del supermercato "Risparmio Casa".

Il gesto pacifico e silenzioso verso il "gigante nero abbandonato" sarebbe avvenuto non solo per "non dimenticare" gli sfrattati che ormai da circa due anni attendono risposte concrete sul destino della casa che abitavano, ma anche per ricordare a tutti i passanti, cittadini, amministratori, autorità competenti, lo scempio che perdura all'ingresso della città turistica catalana, nonché l'inquinamento perenne nella zona circostante e non solo, provocato dai resti della combustione.

Non è dato sapere se nell'occasione i "Nostri" abbiano recitato il «Requiem aeternam dona eis, Domine» (l’eterno riposo dona a loro, o Signore), usato, come sappiamo, con riferimento a persone o a fatti che si vogliono dimenticare o si sono ormai dimenticati, certo è che con il loro gesto dei "lumini sulle transenne" hanno messo in evidenza oltre che le problematiche di cui si è accennato anche un fatto di estrema gravità: la scarsa sicurezza nell'area per i cittadini che vi transitano.

Pare che alcuni mesi fa, in occasione di un "Grande Evento" in città, l'Amministrazione comunale per "risparmiare" sulle transenne, per mano di due vigili urbani (donne) e due operai, avrebbe dimezzato il numero delle transenne che delimitava la zona (un tempo sotto sequestro giudiziario e vigilanza notturna), nel piazzale-parcheggio di via Vittorio Emanuele (nella foto) e in via Botticelli: ogni due una sarebbe stata rimossa e portata via con un camion, lo spazio rimasto vuoto "chiuso" con nastro biancorosso (pericolo) dei vigili, portato via appena subito dal vento.

Tra i varchi delle transenne l'accesso ai locali incendiati, sempre in bella vista, ora è a "ingresso libero" per cui, raccontano alcuni vicini, si vedrebbero persone rovistare tra le "cose per la casa" e, perfino bambini giocare in mezzo ai vetri rotti nel piazzale di via Botticelli.

Ma i vicini abitanti di via Mazzini, via Barraccu, via Vittorio Emanuele e via Botticelli, si chiedono anche se in tutto questo tempo, le "autorità competenti", riguardo a probabili cause di inquinamento a seguito di un incendio di quelle proporzioni, abbiano predisposto ed effettuato analisi sulla qualità dell'aria nelle adiacenze dei locali incendiati ed eventualmente quali siano stati i risultati. Raccontano che nelle giornate ventose, ancora oggi, nei terrazzi e sui balconi prospicienti si depositerebbe una sorta di fuliggine oleosa (come quella depositatasi il giorno dell'incendio, oltre 1 cm), e che nelle giornate calde (estate e non solo) si avvertirebbero, anche nei piani alti, effluvi nauseabondi di plastica bruciata e detergenti.

Una domanda provocatoria gli stessi vicini la rivolgono anche alle Associazioni Ambientaliste locali e non, soprattutto a quelle che "giustamente" si preoccupano delle analisi della "Posidonia spiaggiata" (un uomo anziano: «io al Solaio giocavo e a volte dormivo sulla pagliamarina») e cioè se abbiano mai pensato di chiedere alle autorità competenti, di effettuare analisi sulla qualità dell'aria nelle adiacenze dei locali incendiati e di monitorare, in un lungo periodo e nelle diverse condizioni climatiche, le esalazioni che provengono dai locali di vendita al piano terra e dalle grate di aereazione dei piani interrati, nel marciapiede delle vie indicate, dove oltre alle merci e imballaggi del supermercato sarebbero andate a fuoco automobili e moto; tanto per la salvaguardia della salute degli abitanti della zona ma anche dei tantissimi passanti, non ultimi le centinaia di alunni delle vicine scuole di via XX Settembre, che per raggiungere la palestra di via Vittorio Emanuele percorrono il marciapiede circostante il "gigante nero abbandonato".

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