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“Sogno d'oltremare”
François-Xavier Gbrè, per la prima volta in Italia, presenta una selezione fotografica a soggetto africano, che documenta un’esplorazione delle città capitali dell’Africa occidentale, Abidjan e Bamako, Porto Novo e Dakar insieme ad una serie di immagini realizzate durate il suo soggiorno in Sardegna
Dal 9 novembre 2018 al 3 marzo 2019 al MAN

















Nuoro, 5 gennaio 2019

Con “Sogno d'oltremare” François-Xavier Gbrè, per la prima volta in Italia, presenta una selezione fotografica a soggetto africano, che documenta un’esplorazione delle città capitali dell’Africa occidentale, Abidjan e Bamako, Porto Novo e Dakar insieme ad una serie di immagini realizzate durate il suo soggiorno in Sardegna e commissionate dal MAN.

La residenza di Gbré in Sardegna, svoltasi con il supporto della Film Commission Sardegna tra luglio e settembre 2018, percorrendo la maggior parte delle regioni storiche dell'isola, si traduce all’interno di questa esposizione in una ricerca fotografica composta in forma di ipotetico dialogo epistolare tra un cittadino ivoriano residente in Sardegna e qualcuno rimasto a casa, o forse, tra chi vive in Africa e scrive a un amico ormai lontano nelle latitudini europee. La solitudine emotiva del dislocamento geografico, lo sfruttamento dei territori, e il rapporto tra ciò che viene classificato come sud e ciò che è definito nord, sono le tematiche che trapelano da questi lavori. La mostra vuole portare alla luce la difficile situazione identitaria nell’Africa occidentale contemporanea, divisa tra le conseguenze della guerra fredda, la migrazione del popolo e l’ascesa di una occupazione economica guidata dalla Cina.

Gbré ha sviluppato un diario di appunti fotografici sui paesaggi del territorio interno dell'isola, seguendo le tracce di edifici dismessi, antichi insediamenti industriali, siti archeologici, infrastrutture abbandonate e scenari naturali circostanti. Oggetto di indagine, infatti, sono le strutture civiche e l’architettura pubblica (piscine, stadi sportivi) e luoghi storici come monumenti e elementi decorativi (murales) osservati come simboli futuristici del progresso e allo stesso tempo luoghi di esclusione e selezione sociale.

Il viaggio dell'artista in Sardegna si trasforma in un percorso culturale e sociale seguendo le tracce stratificate di insediamenti e memorie, identità d'oltremare di epoca coloniale, vittorie e sconfitte.

In mostra è presente anche un'antica carta geografica settecentesca che rivela l'immagine di “un'altra Sardegna” dove i consueti codici cartografici sono irriconoscibili. Se nelle immagini di Gbré l'Africa non si distingue più dall'Europa e il Mali dalla Sardegna è perchè il mondo del Mediterraneo insulare, immerso in una falda di storia lenta come ha scritto lo storico Fernand Braudel, omette le prospettive e sommerge il presente con l'enigma della propria storia, tra incroci e ibridazioni, lingue e paesaggi, lutti e rinascite. Osservata dall'Africa, la Sardegna che Gbré racconta è così un universo sfuggente e inafferrabile, in cui altre culture, altri popoli e altri mondi hanno precedentemente coabitato.

La ricerca di François-Xavier Gbré è un'investigazione fotografica della modernità africana, un'ininterrotta osservazione di luoghi rurali e scenari urbani che contribuisce a ripensare la storia recente del continente attraverso uno strumento di confessione intimo e privato.

(a cura di Luigi Fassi)


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