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La Fondazione Alghero riparte dalla "Movida"

ALGHERO - L’indirizzo tracciato dal nuovo presidente Massimo Cadeddu è chiarissimo: musica, festa, intrattenimento. Tutto dentro le regole

















ALGHERO - Pasqua 2018. Prove tecniche di "movida" algherese


Alghero, 31 agosto 2018

Quale ricetta può restituire alla nostra cittadina il primato di città dell’intrattenimento? La Fondazione Alghero (ex Meta), ha dato la sua risposta: la movida. Perché ciò si realizzi è pronta, già dal prossimo capodanno, a investire risorse per animare le notti algheresi di musica, spettacoli e tanto divertimento. Una formula molto collaudata in Spagna, tra Barcellona e Madrid, che porta molti giovani a spostarsi da mezza europa per un sabato notte da leoni. Complici i voli low cost e l’offerta di ospitalità a basso costo, insieme a tutto il comparto del commercio e della ristorazione, aperto sino alle ore piccole. Per Massimo Cadeddu, neo eletto presidente della Fondazione Alghero, è questa la strada maestra, e bisogna percorrerla senza paure. Paura di che? Se lo fanno in Spagna perché non farlo anche noi, che della Spagna catalana siamo l’estremità più avanzata? E allora Movida sia. A tutto gas e con i soldi della Fondazione. Si, con i soldi della Fondazione, perché ad Alghero gli imprenditori del turismo neanche a parlarne di mettere soldi di tasca propria.
Movida per chi? Perché bisogna chiederselo. Se da Milano vado a Madrid con 30 euro, perché dovrei venire ad Alghero dove tra volo e una notte in albergo spendo dieci volte tanto? Per convincere qualcuno a non andare in Spagna per scegliere Alghero dovremmo essere non bravi, bravissimi. Ed è qui che casca l’asino: noi possiamo contare solo su una rimanenza di voli low cost, dove tra l’altro è difficile trovare posti liberi. Per quanto riguarda l’accoglienza chi vola a basso costo difficilmente sceglie un albergo, anzi se ci devo rimanere solo per una notte brava si può dormire anche in aeroporto, in attesa del volo di ritorno. Dispiace dirlo ma la musica, seppur tanta, da sola non basterà. Movida significa che il centro vitale di una città sarà preso d’assalto per una notte intera. C’è più gente in giro alle tre di notte che alla metropolitana prima della chiusura delle corse. Ovvio, a casa si rientra solo dopo l’alba.

Ipotizziamo quindi una notte brava ad Alghero tra il centro storico, piazza Sulis e passeggiata Bousquet. Prima regola: chiudere il traffico, niente macchine e niente moto. Perché se la folla è davvero quella di una vera Movida a girare con l’auto rimangono solo i tassisti e gli autisti dei tram. Perché Movida vuol dire muoversi in sicurezza e disporre di spazi ampi, proibito quindi anche parcheggiare. Tutti a piedi, il che non è neppure male. Dopo i recenti fatti di terrorismo è risaputo che per i grandi assembramenti è necessario poter contare sulla disponibilità delle forze dell’ordine. A Madrid le piazze della Movida sono presidiate tutta la notte dalla polizia, la polizia in borghese è anche dentro le discoteche. Una polizia temuta, per cui la regola è vietato sbagliare. Piaccia o non piaccia è così. Da noi dopo il tramonto del sole perdi di vista anche la polizia municipale, i marciapiedi diventano parcheggi gratuiti a disposizione dei cretini di turno e le stradine buie del centro storiche sono ravvivate dalle scorribande di ragazzini alterati dall’alcol o dalle canne. Tutto senza alcun controllo, se non qualche secchiata d’acqua lanciata da un residente incazzato che non riesce a riposare. E come la mettiamo con le trasgressioni della notte, i localini equivoci, il mercato della prostituzione per tutti i gusti? Nella Movida spagnola dopo una certa ora e in certe vie tutto o quasi è permesso quindi, se vogliamo essere concorrenti, dobbiamo studiare qualcosa di simile anzi no, di più attraente. Ad Alghero quei pochi negozi che sopravvivono nelle vie del centro storico devono rimanere aperti sino a tardi, praticamente ogni sabato notte è una notte bianca, d’estate tutte le notti saranno bianche. Se si riesce a vendere il sacrificio è ben pagato, se il gioco non vale la candela tempo pochi sabati e le serrande saranno tutte abbassate.

E se piove? A Madrid la gente si rifugia nei cinema, nei teatri, nei grandi centri commerciali multipiano, nei tanti spazi coperti dedicati all’intrattenimento. E noi? Noi si rientra a casa, anzi neppure si esce. Patatine e tv. L’alba della domenica spagnola è tutto un vociare di ragazzi e giovani che si incontrano nelle stazioni della metropolitana o dove partono i pullman. Gli adulti si sono ritirati un po’ prima, anche i turisti di una certa età. Le strade sono prese d’assalto dai netturbini, dalle spazzatrici, dai camion compattatori. Bisogna fare presto e bene, perché è domenica mattina e gli spagnoli a Messa ci vanno, possibilmente attraversando strade pulite. E noi? Noi possiamo contare su un servizio altrettanto efficiente? In Spagna è Movida tutto l’anno, con un’organizzazione e un controllo del territorio davvero esemplare. Eppure anche lì le cose succedono. Se si vuole imitare il modello bisogna essere consapevoli che il primo importante livello di difficoltà da affrontare sarà quello della sicurezza, dei trasporti e della pulizia. Seguono i servizi di accoglienza, della ristorazione e dell’intrattenimento. Se tutto quadra si può andare avanti con gli eventi e la propaganda della Movida algherese, ma solo se tutto quadra. Non si buttano i soldi in iniziative improvvisate, senza continuità, che opprimono ancor di più il nostro centro storico e rischiano di essere solo un ridicolo tentativo di imitazione di modelli applicati in contesti molto organizzati e collaudati nel tempo. Cosa che allo stato attuale Alghero non può garantire. Ne va di mezzo anche la credibilità e la funzione di una Fondazione già molto discussa, ultimamente molto incerta nel procedere, non sempre in grado di offrire eventi di qualità e di sicuro richiamo, impantanata vistosamente nelle contraddizioni della politica locale.

Non sarà facile per il neo presidente ridisegnare il futuro della Fondazione Alghero, sicuramente non gli manca la buona volontà. Se ha parlato di Movida vuol dire che ne ha cognizione e sa individuare le giuste soluzioni. Da buon amministratore saprà anche cambiare idea, specialmente se la macchina organizzativa non sarà al livello delle esigenze e delle aspettative.
Massimo Cadeddu, neo eletto presidente della Fondazione Alghero (Ph. fb)

 
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