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Crolli al CRA, immagine dello smantellamento del welfare nel settore dei servizi per anziani

ALGHERO - Quei crolli sono l’esito di anni e anni di trascuratezze e tagli, di passaggi di competenze poco meditati, di un disagio che cresce anche perché mancano le risposte. Intanto su "Casa Serena" si aprono due strade: ristrutturazione o vendita? Su questa domanda si giocheranno le future promesse delle elezioni amministrative del 2019








ALGHERO - CRA. Sala Mensa (Repertorio)

Alghero, 6 agosto 2018


La dichiarazione di inagibilità del CRA di Viale della Resistenza (noto agli algheresi come “Casa Serena”) a seguito dei crolli che hanno interessato la struttura, le pessime condizioni in cui l’edificio versa, il conseguente trasferimento urgente degli anziani nel Convitto maschile dell’Alberghiero in ViaTarragona, sono l’immagine purtroppo reale e anche metaforica del disagio sociale in cui versano gli anziani (e non solo quelli del CRA) e dello smantellamento del welfare nei vari settori di servizio, che riguardano gli anziani ma anche tante altre categorie toccate da bisogni vecchi e nuovi. Quei crolli sono l’esito di anni e anni di trascuratezze e tagli, di passaggi di competenze poco meditati, di un disagio che cresce anche perché mancano le risposte, non si organizzano i servizi, perché non interviene né la manutenzione degli edifici nè la manutenzione dei sistemi e delle strutture che operano nel sociale.
Chi ha conosciuto il CRA nei suoi tempi migliori non può non riconoscere che il processo degli ultimi anni portava inevitabilmente al suo smantellamento, perché prima di crollare i tetti sono crollate le recinzioni e nessuno le riparava. Prima di crollare i tetti anche il prete ha abbandonato la cappella magistralmente affrescata da Sergio Bolgeri, lasciando gli anziani senza Messa. Prima di crollare i tetti gli spazi degli anziani sono stati occupati da altri uffici comunali, una specie di occupazione silenziosa. Il rischio chiusura già si paventava quando ad un controllo ci si è resi conto che non c’era un sistema antincendio a norma di legge, per non parlare delle condizioni in cui versava il giardino. Prima di crollare i tetti la vita degli anziani è diventata più triste quando hanno proibito loro di dare da mangiare ai gatti, perché in quella struttura è accaduto anche questo!
E’ ovvio che le responsabilità siano diffuse, e comunque non è certo un vanto per la Regione mettere a disposizione 5 milioni di euro per una nuova struttura, perché interviene a babbu mortu e solo ieri era sorda a tutti i solleciti che arrivavano dal nostro Comune, ormai in affanno di fronte alle tante criticità che l’edificio rivelava di giorno in giorno. In ogni caso 5 milioni di euro sono insufficienti per realizzare un nuovo CRA che possa ospitare 100 anziani con tutti i servizi annessi, per cui il reperimento di nuove risorse è assolutamente necessario. Su questo versante però si apre un capitolo nuovo, quello dell’alienazione del CRA di viale della Resistenza per farci un Resort, comunque un nuovo albergo, qualcosa che risponda all’esigenza di ampliare l’offerta dell’ospitalità turistica in città. Su questa ipotesi, in qualche modo paventata anche dal Sindaco di Alghero, si potranno reperire le risorse aggiuntive per costruire il nuovo CRA e consegnarlo bello e pronto tra 36 mesi, cioè tre anni se si parte da oggi, quindi agosto 2021 (il tempo indicato dalla Regione per impegnare i 5 milioni di euro stanziati).
Operazione non solo difficilissima ma addirittura rischiosa, perché va a toccare uno dei nodi più delicati della città di Alghero: il cemento! Nessuno può negare che l’edificio del CRA attuale sia stato concepito in modo armonioso, addirittura seguendo la curva del colle del Calabona e non eccedendo nelle altezze, lasciando a disposizione degli anziani anche ampi spazi verdi, purtroppo poco utilizzati a causa della scarsa manutenzione. C’è da chiedersi se l’eventuale compratore si accontenterà delle volumetrie esistenti, se salverà l’assetto attuale oppure no, se il bene sarà venduto a prezzo di mercato o a prezzo di piacere. Siamo stati abituati a vedere di tutto, soprattutto a livello comunale e non solo ad Alghero, per cui c’è davvero da chiedersi se non sia più ragionevole utilizzare i soldi della Regione per ristrutturare l’esistente e portarlo a norma. In fin dei conti perché un privato potrebbe realizzarci un Resort e i proprietari pubblici non mantenerci una casa di riposo modello? Forse perché non si ristruttura una casa di riposo posta in un’area di pregio? Peggio che mai, anche gli anziani hanno il diritto di godersi il bello! A favore di una ristrutturazione va considerato anche un altro elemento: l’attuale CRA è costruito a moduli, per cui si può procedere da subito per gradi, prevedendo un ingresso graduale degli ospiti mano a mano che le parti sono messe a norma e rese sicure.
Tutti sanno che la soluzione di via Tarragona è assolutamente provvisoria, infatti già a fine agosto dovrebbero rientrare gli studenti convittori che devono sostenere le prove per il recupero dei debiti. Di certo a metà settembre riparte il nuovo anno scolastico e quella struttura è funzionale all’alberghiero. Senza una soluzione ci troveremo di fronte non a una ma a due emergenze. Ammettendo che la Diocesi metta a disposizione provvisoriamente dei locali ci saranno da definire protocolli d’intesa e soprattutto tempi, tempi che al momento non sono determinabili, tanto che quello che si ipotizza come provvisorio potrebbe diventare definitivo, ancor di più se si segue la strada di costruire un nuovo CRA. Stiamo a vedere, ben sapendo che il tema diventerà materia di campagna elettorale e saranno in molti a prodigarsi in promesse che come al solito non saranno mantenute o mantenute solo in parte. Lo si sottolinea perché ci vorrebbe un miracolo a mettere in ordine tutte le carte per la realizzazione del nuovo edificio nei pochi mesi che restano prima di quella scadenza. In ogni caso non si risolverà il problema più grave, e cioè il ridimensionamento delle azioni di welfare col progressivo scadimento dei servizi, di cui il CRA di Alghero è un triste emblema che richiama a memoria tutto quello che in questi anni è venuto a mancare in termini di assistenza e cura delle persone deboli o in difficoltà.
ALGHERO - CRA. Ingresso (Repertorio)

 
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