..it
.it
Settimanale fondato nel 1972
Direttore Responsabile
Antonio Pirisi
 
HOME
News
Ambiente
Cultura
Lavoro
Oltremare
Politica
Salute
Spettacoli
Sport
Taccuino
 

>>> Il Punto AC index >>> FOTOGALLERY
Surigheddu e Mamuntanas: dal caos al caos

Si moltiplicano gli annunci di vendita ma ancora le domande sul futuro delle due aziende sono davvero tante e senza risposta











ALGHERO - Surigheddu. Gli edifici abbandonati

Alghero, 30 marzo 2018

Trent’anni, forse qualcuno in più. Tanto è il tempo in cui le due aziende sono improduttive e senza un disegno chiaro di recupero e sviluppo. Dentro solo i pastori, quelli lasciati dall’ultimo proprietario e quelli che si sono aggiunti per varie ragioni. Poi l’Università col CBV (Centro Interdipartimentale per la Conservazione e Valorizzazione della BiodiversitÓ Vegetale), avviato a partire dal maggio 2001, forse la presenza meno percepita, quasi accidentale.

Da sempre un unico e solo desiderio: far ripartire le due aziende, far ripartire lavoro e produzione. La domanda è: come? In tanti hanno presentato le loro soluzioni, così tanti da non esserne mai venuti a capo. Nessuno è riuscito a portare a compimento i suoi progetti.
La leggenda racconta anche di auto incendiate, di accordi con quelli che sembravano giganti, tipo la Parmalat, di grandi campi da golf per attrarre il turismo d’elite. Di fatto quei 1200 ettari sono ancora incolti mentre il territorio soffre per disoccupazione e mancanza di lavoro, ma di più per mancanza di prospettive.

Il proprietario, cioè la Regione Sardegna, vuole vendere al miglior offerente, e per questo pare aver trovato un ACCORDO con i pastori: 250 ettari, anche 350 di territori marginali per l’allevamento. Tutto il resto all’asta, compresi gli immobili.
Ma quanto valgono le due aziende storiche del nostro territorio, quanti soldi arriveranno alla Regione Sardegna, dove saranno reinvestiti? Quali i vantaggi per il nostro Comune? Sono domande legittime, preliminari ad ogni altra azione, che la politica locale non può trascurare.
Secondo alcuni esperti la vendita porterà non più di 3/4 euro a metro quadro, il che significa che siamo di fronte a una vera e propria regalia. In compenso l’acquirente potrà accedere al fondo milionario del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), dove passano la gran parte dei fondi europei destinati all’agricoltura, e rifarsi dell’investimento in meno di una decina di anni.
Anche svalutando, comunque, si tratta sempre di una cifra considerevole e difficilmente si troverà un operatore sardo disposto a investire tanto (sempre che abbia le risorse), gioco forza l’acquirente verrà da fuori, e un altro pezzo di Sardegna finirà nelle mani di investitori che usano l’agricoltura come pretesto.

In mezzo due fatti in dirittura d’arrivo, che potrebbero avvantaggiare l’acquirente: le nuove linee di politica urbanistica della Regione Sardegna e l’accelerazione impressa per dare un PUC al Comune di Alghero. Significa che da qui al 2019 (fine mandato delle due legislature) potrebbero aprirsi scenari nuovi, con importanti concessioni a chi è interessato più all’edilizia che all’agricoltura.
Uno scenario che l’assessore Erriu, seppur in forma velata, aveva preannunciato a Surigheddu, insieme all’On. Pigliaru, in occasione della conferenza stampa per una Manifestazione d’interesse senza esiti concreti e abbastanza strumentale (marzo 2016).
Un altro pericolo è rappresentato dall’affare energia, quindi dall’utilizzo di quelle terre per produrre biomasse. Non dimentichiamo che a Cagliari si pensa sempre di dover avviare la chimica verde nell’area industriale di Porto Torres, e a tale scopo servono terreni da destinare all’agricoltura no food.

In tutto questo caos mancano le voci degli imprenditori locali, per quanto si siano fatti avanti quelli della produzione di olio extravergine di oliva, purtroppo senza grande convinzione.
In passato invece i fratelli Pinna di Thiesi si aggiudicarono, in concessione e tramite bando, i terreni di Surigheddu. L’assegnazione non è mai andata in porto e oggi impedisce che altri concessionari possano prendere possesso di quelle terre.
E’ famoso poi l’episodio misterioso delle buste dell'Azienda di Sella e Mosca aperte per sbaglio da un usciere, svelandone in anteprima contenuto e offerta. Gara chiusa e mai più riaperta. Il caos nel caos, e davanti la prospettiva di una vendita al buio, senza progettualità e senza ricadute per il territorio.
ALGHERO - Surigheddu. Il bacino
ALGHERO - Surigheddu. Villa padronale. Biblioteca, foresteria, direzione e uffici del CBV dell'Università di Sassari (Ph. Courtesy - www.uniss.it)
ALGHERO - Surigheddu. Serre modulari del CBV dell'Università di Sassari (Ph. Courtesy - www.uniss.it)
Pecore al pascolo



 

1966
1970
1971
1972
 
 

Editoriale Algherese Periodici