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Un patto per il Sassarese, tutti insieme contro la crisi

SASSARI - Dai lavori del convegno Cisl, conclusosi stamani alla Camera di commercio di Sassari, un appello lanciato dal segretario territoriale Pier Luigi Ledda chiama a raccolta le parti sociali per fare fronte unico contro la crisi










SASSARI - Camera di Commercio. Convegno Cisl. Da Sx Pier Luigi Ledda, Gigi Petteni, Gavino Carta
Sassari, 23 marzo 2018

Dai lavori del convegno Cisl, conclusosi stamani alla Camera di commercio di Sassari, un appello lanciato dal segretario territoriale Pier Luigi Ledda chiama a raccolta le parti sociali per fare fronte unico contro la crisi rivendicando politiche attive per il lavoro e rimettendo al centro la persona, ma salvaguardando, al contempo, la competitività delle imprese.

E’ un vero e proprio appello rivolto al territorio quello lanciato stamattina dal segretario generale della Cisl di Sassari, Pier Luigi Ledda, durante i lavori del convegno “Il lavoro tra tutele per le persone e politiche attive per l’occupazione” organizzato alla Camera di Commercio di Sassari.

Nell’affollato salone dell’istituto di via Roma, aprendo i lavori dell’ultima giornata, Ledda si è soffermato sulla situazione del Sassarese dopo dieci lunghi anni di crisi che hanno messo alla prova una realtà un tempo fiorente: “Occorre un grande sforzo da parte di tutti coloro che hanno responsabilità per affrontare il tema dell’occupazione, in questo frangente è assolutamente indispensabile riorganizzare il nostro sistema che contempla anche la scuola collegata alle università, alle imprese e al tessuto produttivo e per fare questo bisogna innalzare la qualità della formazione dei lavoratori, la loro professionalità e la loro dignità personale”.

Il segretario territoriale della Cisl ha insistito molto sul tema delle alleanze con le diverse componenti sociali rimarcando il fatto che quella della rete, oggi, resta l’unica strategia vincente per fronteggiare l’impasse.

Ledda ha individuato anche tre punti su cui dovrebbe concentrarsi l’azione del sindacato e dei principali attori del territorio: “I danni provocati dalla crisi decennale, gli effetti prodotti dalla rivoluzione digitale e le abitudini dei consumatori, tenendo conto del fatto che la crisi ha pesato di più su quelle categorie di persone che hanno un titolo di studio medio basso”.

Da qui l’esigenza di rivendicare politiche attive per il lavoro potenziando la formazione e consentendo una preparazione adeguata alla domanda di un mercato in continua trasformazione.

Sulla stessa frequenza è sintonizzato Gavino Carta, segretario generale della Cisl sarda, che, rivolgendosi a una rappresentanza di studenti delle superiori, presenti in sala questa mattina, ha rimarcato quanto sia importante la partecipazione attiva dei giovani nel momento della costruzione del proprio futuro: “Il sindacato dovrebbe tornare nelle scuole e nelle università per parlare con gli studenti, stimolarli alla partecipazione e al confronto e se la loro scelta, comunque, resta quella di andare fuori, deve essere un’opportunità, non un obbligo. “Il ruolo della formazione – ha concluso Carta – deve tornare e essere centrale per garantire professionalità e competenze adeguate in un mercato sempre più orientato verso l’innovazione”.

Parlando di Sardegna, Gavino Carta ha fatto riferimento a una “nuova frontiera legata al turismo e ai beni culturali” evidenziando anche la necessità di investire su quei settori per garantire la continuità del flusso turistico.

Infine le conclusioni del segretario nazionale Gigi Petteni, che ha tirato le fila di questa intensissima due giorni di dibattito: “Bisogna riportare la persona al centro della riflessione politica a ogni livello in uno scenario caratterizzato da una forte discontinuità con il passato, dobbiamo fare in modo che i giovani incontrino il lavoro mentre studiano e i lavoratori, dal canto loro, dovrebbero rendersi disponibili a fare formazione per acquisire competenze nuove, infine è indispensabile garantire gradualità a coloro che devono uscire dal mercato del lavoro”.

Petteni ha insistito molto sulla necessità di creare una rete per evitare che la persona sia lasciata sola di fronte ai tanti e gravosi problemi che dovrà affrontare dopo l’uscita dal mercato del lavoro: “Il sindacato – ha concluso il segretario nazionale della Cisl – deve rivendicare politiche attive per creare lavoro, ma essere anche, esso stesso, soggetto attivo per garantire il benessere del lavoratore consentendo all’impresa di essere sempre competitiva sul mercato”.
SASSARI - Camera di Commercio

 

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