..it
.it
Settimanale fondato nel 1972
Direttore Responsabile
Antonio Pirisi
 
HOME
News
Ambiente
Cultura
Lavoro
Oltremare
Politica
Salute
Spettacoli
Sport
Taccuino
 

>>> News index >>> FOTOGALLERY
La Corte dei Conti bacchetta la Regione, ma Paci non ci sta

CAGLIARI - Nella sede di via Lo Frasso durante l'adunanza per la “Verifica del Rendiconto Generale della Regione Sardegna per l’esercizio 2016”. Lavoro e Scuola le voci di criticità. Per il vicepresidente Raffaele Paci “Una relazione severa”. Opposizione all'attacco








CAGLIARI - L’assessore Raffaele Paci e lo stato maggiore degli uffici regionali all'adunanza della Corte dei Conti
Cagliari, 15 febbraio 2018

Le criticità su "scuola" e "lavoro" sono state evidenziate nella relazione della consigliera della Sezione di controllo, Maria Paola Marcia, nell’adunanza, svoltasi oggi nella sede di via Lo Frasso della Corte dei Conti sezione di Cagliari, per la verifica del rendiconto generale della Regione per il 2016. Davanti all’assessore Raffaele Paci e a tutti i vertici degli uffici regionali, sono state elencate le questioni che dovranno essere chiarite in vista del giudizio di parificazione dei conti della Regione.

“Nell’esercizio 2016 si apportano numerose variazioni alle poste del bilancio, cui si aggiunge il ritardo che si è determinato nell’approvazione dell’assestamento di bilancio stesso, talché - ha spiegato la consigliera Marcia - le previsioni finali registrano un anomala distanza rispetto alle previsioni iniziali (oltre il 20%). Infatti a fronte di previsioni iniziali di entrata e di spesa di competenza per 8,852 miliardi di euro, si registrano previsioni finali pari a 10,689 miliardi di euro”.

I giudici contabili, inoltre, rimarcano la necessità di proseguire nel contrasto del fenomeno dell’abbandono scolastico in Sardegna (il Defr 2016 riporta tassi di dispersione del 25,5%) e nel rafforzamento delle politiche di formazione-lavoro (il Defr riferisce che i giovani che rinunciano agli studi e non entrano nel mondo del lavoro o della formazione professionale sono il 28% nella fascia d’età tra i 15 e i 19 anni).

In conclusione, resta rilevante la mole di debiti da onorare “che può determinare effetti negativi sull’equilibrio del bilancio regionale e nel contempo comporta il mancato afflusso di risorse ai soggetti creditori della Regione, e per i quali ancora non si dispone delle risorse sufficienti a farvi fronte”.

“È una relazione particolarmente severa, che noi prendiamo come stimolo a fare sempre meglio, ma ricordo che ci sono vincoli esterni che rendono difficile e a tratti impossibile procedere con la rapidità e l’efficacia che per primi vorremmo, dal blocco dei turn over all’impossibilità di ricorrere a consulenze sul bilancio armonizzato”, ribatte l’assessore del Bilancio Raffaele Paci intervenendo, subito dopo la relazione della consigliera della Sezione di controllo Maria Paola Marcia, sulla verifica del rendiconto 2016 della Regione. “Ci sono norme del bilancio armonizzato di non facile lettura, sia nella interpretazione che nella applicazione, e indubbie difficoltà ad affrontare i cambiamenti organizzativi che dall’armonizzato derivano: lo dimostra il fatto che lo Stato pretende dalle amministrazioni regionali il bilancio armonizzato ma per se stesso continua a rinviarlo. La Sardegna sul bilancio armonizzato non ha fatto sperimentazione, ci siamo trovati di fronte a norme nuove e complesse, spesso farraginose, e da questo sono dipesi i ritardi. Il 2016 è stato poi un anno particolarmente complicato - ha ricordato Paci - perché dopo la sentenza della Corte abbiamo dovuto modificare ben quattro leggi, nonostante la gestione 2016 fosse ormai chiusa e corretta, per la contestazione di un aspetto che riguardava 31 milioni e, ricordo, era puramente formale e non intaccava in alcun modo nella sostanza la legge di bilancio. Ma nonostante questo, abbiamo raggiunto risultati importanti: forte abbattimento del debito regionale, certezza delle entrate, tempi più rapidi nei pagamenti, forte riduzione dell’abbandono scolastico, impegno sulle politiche sociali come nessun altra regione italiana, certificazione di tutti i fondi europei della programmazione 2007-2013”.

Il vicepresidente della Regione ha poi sottolineato la necessità di chiarire nel merito alcuni aspetti evidenziati nella relazione perché, al di là del controllo formale, ci sono una serie di valutazioni su cui è importante fare chiarezza.

“La Regione ha speso e rendicontato tutte le risorse della programmazione 2007-2013. E lo ha fatto esattamente nei tempi previsti dalla normativa europea - ha spiegato Paci -, senza neanche un giorno di ritardo: la normativa prevedeva che si potesse rendicontare fino a marzo 2017, e noi abbiamo rendicontato tutti i fondi nei tempi previsti. Per quanto riguarda il ciclo 2014-2020, di fatto si è partiti nel 2016, perché prima di partire è necessario definire tutte le procedure gestionali. Quindi difendo con forza l’operato della Regione sulla precedente programmazione con la consapevolezza che bisogna ora dare una forte accelerata all’attuale programmazione”.

“Nella relazione emerge che su alcuni capitoli gli stanziamenti sarebbero ridotti rispetto al passato. Ma un raffronto corretto si può fare soltanto confrontando i dati dei fondi regionali. È fuorviante - ha spiegato Paci - inserire anche i fondi statali e i fondi europei, perché non vengono spalmati negli anni con regolarità e metodo, ma erogati in modo discontinuo sia per quanto riguarda la tempistica che l’importo. Distinguendo fondi regionali, statali ed europei si potrà facilmente notare che non solo non ci sono stati tagli dalla Regione ma in alcuni casi, invece, forti incrementi, per esempio sui trasporti. Ma faccio anche l’esempio di Iscol@: 250 milioni di euro stanziati e spesi, per intervenire sull’edilizia prima e sulla qualità della formazione subito dopo. Sulla scuola abbiamo investito con tutte le nostre forze, e le percentuali della dispersione scolastica ci confortano e spingono ad andare avanti: l’abbandono che secondo l’Istat era in Sardegna del 25,1% nel 2011, peggiore regione in Italia, è calato al 18,1% nel 2016, meglio della media del Mezzogiorno. Certo c’è ancora molto da fare, e lo faremo con la stessa determinazione usata finora”.

“Sull’indebitamento complessivo della Regione abbiamo ottenuto risultati complessivi molto importanti, ma il confronto solo fra 2015 e 2016 non può dare un’idea sufficientemente completa di quello che stiamo facendo per il risanamento dei conti pubblici della nostra regione. I residui passivi, ovvero le somme da pagare, sono passati da 5 miliardi del 2013 a 3,2 miliardi del 2016; i residui attivi, cioè le somme da incassare, da 4 a 3,7 miliardi. Questo significa che invece di avere un debito occulto di 1 miliardo come nel 2013, la Regione nel 2016 ha registrato un attivo di 500 milioni. Le perenzioni sono calate da 2,3 a 1,3 miliardi. La percentuale fra impegni di spesa e stanziamenti è migliorata passando all’82,1% del 2016 dal 76,7% del 2015. I tempi di pagamento sono molto migliorati e sono inferiori rispetto alla media nazionale. Sono numeri che parlano chiaro - ha sottolineato Paci -, frutto di un duro e non facile impegno quotidiano, anche per garantire ai cittadini sardi la massima trasparenza”.

“Abbiamo certezza delle entrate, che sono aumentate, e abbiamo ottenuto regole chiare con la chiusura delle norme di attuazione”, ha ricordato Paci. “La Corte sollecita la capacità della Regione di ottenere tutte le risorse che ci spettano. E questo è un impegno quotidiano, dal primo giorno e ogni giorno, dei miei uffici e mio personale. Un impegno che si concretizza con lettere formali, impugnazioni di leggi che riteniamo ingiuste, richiami di sentenze, incontri e confronti. Ma sugli accantonamenti non siamo stati ascoltati, e oltre alla strada del diritto e della pressione politica non ne conosciamo altre percorribili. Certamente se avessimo quelle risorse in più avremmo una situazione migliore. Ma sul banco degli imputati dovrebbe starci il Ministero, con tutto l’apparato che spesso non rispetta i patti con la Regione. Continueremo nella nostra battaglia, proseguiremo nel governare la Regione con il massimo dell’impegno perché vogliamo vedere i risultati, oltre alle spese: per questo apprezziamo le sollecitazioni che arrivano dalla Corte dei Conti. Sono convinto che ogni pezzo delle istituzioni possa dare il suo contributo - ha concluso Paci -, rispettando ciascuno il proprio ruolo ma con il comune obiettivo di dare risposte rapide ai nostri cittadini”.

Immediatamente dall’opposizione son arrivate le prime bordate. “La Corte dei conti non ha bocciato un bilancio: ha bocciato una legislatura”, attacca Michele Cossa, consigliere dei Riformatori, “non era mai capitato che la magistratura contabile formulasse rilievi così pesanti, segno evidente che tutti gli errori da noi denunciati in questi anni, soprattutto sul rapporto di subalternità rispetto al governo nazionale e sul ritiro dei ricorsi, erano assai più che fondati. Nemmeno la sanità si salva: la Corte di conti ha evidenziato come malgrado scelte draconiane e un drastico peggioramento dei servizi, non sia stato realizzato alcun risparmio e i conti quadrino semplicemente perché sono state stanziate ulteriori somme. Il tentativo di Paci di spostare tutto sul piano tecnico e dell’applicazione delle norme ha del patetico. Una situazione così grave e senza precedenti richiede che la Giunta riferisca direttamente al Consiglio regionale”

“La severissima relazione della Corte dei Conti in merito al giudizio per la parificazione del bilancio regionale 2016 non fa che confermare le preoccupazioni che abbiamo avanzato sin dalla firma del disastroso accordo Paci-Padoan con cui, nel 2014, la giunta Pigliaru ha scelto di adottare il regime del pareggio di bilancio, ritirando contestualmente i ricorsi presentati dal precedente esecutivo di centrodestra al fine di ottenere il versamento dei crediti erariali vantati nei confronti dello Stato”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni. “In quell’occasione siamo stati facili profeti: accettare un regime finanziario che consente di spendere soltanto le risorse presenti in cassa e, contemporaneamente, rinunciare ad incamerare i miliardi di euro di entrate dovute dall’Erario era una scelta suicida, e la Magistratura contabile lo ha puntualmente rilevato”, prosegue Dedoni. “L’imposizione degli accantonamenti di bilancio, accolta ugualmente di buon grado dal centrosinistra, che ha sempre sbandierato l’accordo come uno dei più grandi successi della legislatura, non ha fatto che aggravare il danno: non soltanto la Regione ha rinunciato a riscuotere gli arretrati delle quote erariali, ma ha accettato senza batter ciglio che le quote venissero trattenute anche in futuro, generando così ulteriori crediti da parte dello Stato. La lentezza della spesa rilevata dalla Corte, che è quanto di peggio possa esserci in una terra come la nostra, stremata dalla crisi economica, è una diretta conseguenza di questo: con il pareggio di bilancio, l’incapacità di incamerare le entrate porta al blocco della spesa, che non può essere immediatamente finanziata. Il ricorso a un enorme assestamento di bilancio, con uno scostamento del 20 per cento nelle previsioni di cassa, approvato per giunta con grave e colpevole ritardo, dimostra inoltre l’inadeguatezza nel gestire il nuovo regime contabile, che l’assessore Paci ha voluto imporre con la consueta prosopopea da primo della classe ma che, evidentemente, nessuno in Regione era in grado di affrontare”. “Per questo, l’Assessore farebbe meglio a rivedere attentamente il proprio operato, anziché prendersela con i magistrati che non fanno altro che evidenziare ciò che è sempre stato sotto gli occhi di tutti”, conclude il capogruppo. “Ad aver fallito è lui, non certo la Corte dei Conti da cui, forse, si aspettava un trattamento di favore, un benevolo chiudere un occhio davanti a una gestione finanziaria che fa acqua da tutte le parti. Attendiamo serenamente che Paci e Pigliaru traggano le conseguenze politiche del caso, altrimenti ci penseranno i sardi a farlo per loro tra breve”.
CAGLIARI - Corte dei Conti. Inaugurazione anno giudiziario 2017 (Ph. Courtesy - www.corteconti.it)

 

1966
1970
1971
1972
 
 

Editoriale Algherese Periodici