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Dalla Sardegna i pecorini italiani ed europei alla riscossa

ALGHERO - Al convegno, tenutosi alle tenute vitivinicole Sella & Mosca, sui formaggi Dop e i mercati mondiali e sardo, organizzato dal Consorzio di tutela del Pecorino Romano è partita la richiesta di istituire un tavolo nazionale ed europeo sul comparto ovino. I Consorzi dovranno guidare la filiera







ALGHERO - Tenute vitivinicole Sella & Mosca, un'immagine del Convegno
Alghero, 2 febbraio 2018

I pecorini (sardi, italiani ed europei) devono poter contare di più sia a livello nazionale che a Bruxelles, e per questo è necessario istituire subito un Tavolo per il comparto ovino con i Consorzi di tutela alla guida della filiera. La rivendicazione è partita stamane da Alghero ed è stata avanzata dal Consorzio del Pecorino romano, con il supporto di altri organismi di tutela e in primis del Parmigiano Reggiano, prima Dop al mondo per volume d’affari e adottata come “best practice” nelle strategie di valorizzazione e promozione. L’occasione è stata il convegno “Quale ruolo dei formaggi Dop nel mercato mondiale? - La posizione dei Consorzi di tutela”, alle tenute vitivinicole Sella & Mosca, che ha messo a confronto i maggiori esponenti italiani e internazionali del settore del latte ovino e non solo.

Una richiesta che ha visto un nuovo asse tra Sardegna, Spagna e Francia con i rispettivi formaggi ovini Dop Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo, Queso Manchego e Roquefort, perché queste produzioni e i rispettivi Consorzi possano avere un maggiore peso non solo nelle politiche dei propri Paesi di riferimento ma soprattutto in quelle dell’Unione europea. Percorso che il Pecorino Romano ha iniziato da tempo facendo sistema con altri enti consortili e coinvolgendo anche formaggi ovini in Italia, quelli della Sicilia per esempio, con l’obiettivo di fare squadra e rilanciare ruolo e produzioni.

Impegno che il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, intervenendo in videoconferenza, ha voluto assecondare: "Sono convinto che dalla Sardegna si possano generare le condizioni per un salto di qualità sul settore caseario ovino italiano”. “Come ministero – ha aggiunto Martina - ci siamo, e vogliamo offrire gli strumenti adeguati per tutelare i nostri produttori, dobbiamo riconoscere che c’è un enorme potenziale ancora inespresso sulle produzioni del pecorino ed è quello che dobbiamo enfatizzare e su cui si deve lavorare”. Per Martina “è importante riconoscere la forza dell’esperienza sarda, che è la migliore a livello europeo sulla lavorazione del latte di pecora, ma per sfruttare queste qualità, dobbiamo fare ancora passi avanti sull'organizzazione della produzione e sviluppare strumenti per tutelare il reddito dei produttori e collocare al meglio la forza qualitativa nei mercati nazionali e internazionali”.

Secondo il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano Dop, Salvatore Palitta, tra gli strumenti principali per sostenere il Pecorino romano ci sono il piano di regolazione dell’offerta, per l'incentivazione di nuove tipologie di prodotto e nuovi mercati; il miglioramento qualitativo e la modifica del disciplinare, per adeguare la tradizione ad un prodotto adatto ai nuovi consumatori; il riposizionamento del prodotto nel principale mercato di destinazione (Usa), con la promozione attraverso i progetti di internazionalizzazione, di cui due in corso e lo sviluppo di mercati nuovi e remunerativi (Ue, Asia Oceania). Inoltre, si punta alla tutela legale nazionale e internazionale del prodotto e alla diffusione della corretta informazione attraverso i canali scolastici e della ristorazione, Horeca compreso.
Nel suo intervento il presidente del Consorzio ha illustrato alcuni dati: “Il Pecorino romano in ambito nazionale e comunitario è il formaggio da latte di pecora più importante sia in termini quantitativi che di valore generato, rappresentando l’85% della produzione dei formaggi ovini Dop Italiani e il 52% rispetto alle principali Dop ovine dell’Ue, a seguire ci sono il Roquefort (Francia) con il 28 % e il Queso Manchego (Spagna) con il 20%”.

Intervenendo nel dibattito, l’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria ha proposto uno strumento di legge per obbligare i produttori ovicaprini a indicare i dati produttivi: "Sarebbe auspicabile, provando a normarla per legge, una raccolta costante dei dati di produzione da aggiornare mese per mese, perché senza i numeri non si va da nessuna parte, non si fa programmazione per la trasformazione e quindi per il governo delle vendite. Senza un’analisi puntuale e attenta dei numeri non si potrà mai dare regolarità a tutta la filiera che a ogni oscillazione o crollo penalizza sempre l’anello più debole della catena: i pastori”.

“I numeri dicono che il futuro è nei formaggi e lo spazio per le produzioni italiane nei mercati mondiali, che sono in aumento, sono enormi”, ha detto Angelo Rossi, fondatore del Clal, principale società di consulenza del comparto lattiero caseario nazionale. Secondo questi rilevamenti tra i Paesi che registrano una crescita maggiore nei consumi c'è Taiwan con il 43%, seguita dal Messico con il 33% e la Corea del sud con 31%. “L’Italia è un Paese forte nelle esportazioni di formaggio perché c’è grande qualità - ha puntualizzato Rossi - i formaggi sardi stanno andando molto bene, così come i molli e i grattugiati”. Dai rilevamenti del Clal i dati mensili cumulativi delle esportazioni, in volumi, dei principali formaggi hanno visto una crescita del 29% del Fiore sardo e del Pecorino romano.

Per poter contare di più in Europa, i Consorzi dei pecorini Dop guardano poi con interesse al modello del Parmigiano Reggiano, prima Dop al mondo con un volume d’affari nel 2017 di 1,6 miliardi di euro e consumi per 2,6 miliardi. “I Consorzi di tutela, oggi, hanno un ruolo che va oltre la tutela e la vigilanza”, ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Parmigiano Reggiano. "La trasparenza dei dati ci dà una forza enorme per sostenere le nostre politiche. Se i Consorzi vogliono avere un ruolo decisivo nel mondo economico, devono anticipare i fenomeni di mercato e dei consumi con la conoscenza dei dati”.

Ad intervenire, oltre ai citati sono stati: Gianfranco Gaias del Consorzio del Pecorino romano; il direttore del Consejo Regulador del Queso Manchego Dop, Pedro Condes Torres; Luigi Polizzi dirigente del ministero dell’Agricoltura. In platea, tra gli altri: Luigi Lotto, presidente della V commissione in Consiglio regionale; Gianfranco Congiu, capogruppo del Pds in Consiglio; Giuseppe Cuccurese, direttore del Banco di Sardegna; Riccardo Barbieri, direttore di Fidicoop Sardegna; Ignazio Cirronis e Pietro Tandeddu, presidente e direttore di Copagri, Claudio Atzori, presidente di Legacoop Sardegna, Giannetto Arru Bartoli e Matteo Luridiana di Confagricoltura Sassari Olbia-Tempio, Martino Scanu presidente Cia Sardegna. Presenti anche esponenti del settore lattiero caseario in Sardegna (presidenti di cooperative e industriali) tra cui: Renato Illotto, Gianni Maoddi, Andrea Pinna, Salvatore Pala (presidente Oilos), Giuseppe Sechi. Degli altri Consorzi di tutela erano presenti Antonio Maria Sedda (Consorzio Fiore Sardo), Antonello Argiolas (Pecorino Sardo), Vito Arra (Culurgionis Igp).

ALGHERO - Tenute vitivinicole Sella & Mosca, un'altra immagine del Convegno
Pecorino romano. Il Marchio
Il Pecorino Romano alla Fiera internazione di Anug - Germania
Pecorino Romano in una fiera
Pecorino romano. Degustazione in fiera

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