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Alghero, un tratto di "terra di nessuno" dimenticato dal Comune a pochi passi dal palazzo Giorico andato a fuoco

ALGHERO - In città misure di prevenzione rischi carenti. Uno scivolo pericoloso da sempre privo di protezioni laterali che consente l'accesso ai box del "Palazzo rosa" nello slargo "sterrato" tra i due palazzi ad "L". Una strada sbarrata una mattina di un giorno festivo...




ALGHERO - La mappa dell'area tra via XX Settembre, via Mazzini, via Barraccu e via Botticelli difronte all'area occupata dal palazzo Giorico interessato dall'incendio che ha distrutto i box e un supermercato al piano terra

Alghero, 21 Luglio 2017

Si tratta dell'area "sterrata" tra le costruzioni ad "L" del costruttore Andrea Spanu (Palazzo Verde) in via XX Settembre e dell'impresa Costruzioni 2 T s.n.c di Tillocca Raimondo, (Palazzo Rosa) in via Mazzini, entrambe facenti angolo con via Alessandro Barraccu, ex "Strada del Canalone" e confinanti con via Sandro Botticelli da cui si accede e alla quale area si accedeva, sino a qualche settimana fa, anche da via Mazzini con una strada parallela a via Barraccu, che è stata sbarrata da qualcuno con delle fioriere, a pochi passi dal palazzo Giorico dove sono bruciati i box auto adibiti anche a deposito merci e imballaggi e il supermercato di casalinghi della catena Risparmio Casa.

Lo spazio, in terra battuta, da sempre dissestato e privo di qualsiasi manutenzione, se non, ogni tanto, il taglio delle erbacce, è dunque quello su cui si affaccia il retro dei due palazzoni costruiti su un area della vecchia lottizzazione "Giorico" poi passata di mano ad altri costruttori.
Lottizzazione, la cui convenzione, si presume, prevedesse la realizzazione di opere di urbanizzazione e conseguente cessione delle aree al Comune.

L'area viene utilizzata per la sosta di una trentina di autoveicoli e consente l'accesso ai BOX interrati di pertinenza dei due fabbricati circostanti mediante tre "passi carrai" (privi di cartello stradale, come del resto almeno altri quattro esistenti nella zona) di cui uno a raso e gli altri due attraverso uno scivolo. Mentre lo scivolo del palazzo verde è provvisto per tutto il perimetro di ringhiere, quello del palazzo rosa, che nel punto più alto dal calpestio (marciapiede) può misurare circa tre metri di dislivello, non presenta alcun tipo di protezione, salvo un cordolo di contenimento perimetrale di circa quaranta centimetri.

Appare evidente la pericolosità del manufatto, che fino ad oggi, per fortuna, non ha provocato drammatici incidenti, considerato che l'area è sprovvista di illuminazione notturna e che dirimpetto è situata la Parrocchiale di N. S. Del Rosario, con relativa notevole frequentazione del sito di persone tra cui anziani e soprattutto ragazzi delle associazioni religiose i cui genitori, per accompagnarli, abitualmente parcheggiano nello "sterrato".

Al di là delle responsabilità oggettive, che andrebbero comunque perseguite se saranno accertate dalle autorità competenti, preme sottolineare ancora una volta l'assenza pressoché totale, da oltre vent'anni, dell'Amministrazione comunale algherese in quello che è il controllo e la cura del territorio in termini ambientali e di sicurezza dei cittadini sia nel centro abitato che nelle periferie e nell'agro che circonda la città. (Alle porte di Alghero, Monte Agnese e SV Sant'Agostino: massimo rischio incendi)

Torniamo alla chiusura della strada di comunicazione all'area in questione da via Mazzini (in origine, prima della costruzione della strada sul canalone, era molto più larga e agevole), da sempre utilizzata dai residenti, e non, come scorciatoia per evitare di "girare" attorno all'isolato e immettersi nella trafficatissima via XX Settembre in prossimità della Chiesa di N.S. del Rosario. La raccontiamo come ce l'hanno riferita alcuni passanti che avrebbero assistito alla scena.
Una mattina di un giorno festivo del maggio scorso, molto presto, un operaio con una piccola terna bianca discesa da un camioncino, agli ordini di un altro con aria di direttore dei lavori, si sarebbe dedicato, in tutta fretta, a ruspare il fondo sconnesso della strada in terra battuta portandolo a livello e ammucchiando il materiale di risulta a ridosso del muro di contenimento del marciapiede di via Barraccu. Successivamente è stato steso del tout-venant e posizionate le fioriere, quattro in via Mazzini e una all'interno dello slargo.

Per concludere, sempre in tema di sicurezza dei cittadini e prevenzione, alla luce di quanto è accaduto con l'incendio ai grandi magazzini Risparmio Casa (locali distrutti e cinque piani di abitazioni inagibili), mentre sono in corso la ricerca delle cause e la verifica della staticità della struttura, sarebbe interessante conoscere se, da parte delle autorità competenti e delle persone private interessate, vi siano state a priori indicazioni operative per la valutazione del rischio d’incendio. Se siano state effettuate: l’analisi dei luoghi di lavoro, i fattori di pericolo, le persone esposte, la valutazione dell’entità dei rischi. Se sia stato quantificato il livello di rischio e le misure di prevenzione e protezione. Partendo dalla DUAP (da presentare al Comune di competenza) a seguire tutti gli enti autorizzativi, in conferenza di servizi, per l'avvio di una attività ad alto rischio incendi (ad esempio grandi quantitativi di materiali cartacei, materie plastiche e derivati dalla lavorazione del petroli, liquidi e vapori infiammabili, gas infiammabili, polveri infiammabili, sostanze esplodenti, prodotti chimici infiammabili in combinazione con altre sostanze che possono essere presenti) si auspica che venga appurato grado di responsabilità e competenza.

Oltre agli sfortunati condomini del palazzo "Giorico" pare che in molti nella zona fossero a conoscenza che in via Mazzini angolo via Botticelli, nei box sotto le abitazioni giacesse una potenziale polveriera, ignorata apparentemente da chi avrebbe dovuto controllare e prevenire.

Pare che ad Alghero ci siano almeno altri cinque o sei situazioni simili a quella che ha causato il disastro al palazzo Giorico, ovvero esercizi commerciali delle grande distribuzione adibiti alla vendita anche di prodotti altamente infiammabili, sottostanti numerosi appartamenti i cui abitanti, ora più che mai preoccupati, vorrebbero essere rassicurati, anche attraverso i media, dal sindaco Mario Bruno e dalle autorità competenti sulle misure di sicurezza adottate in questi luoghi, anche per fugare gli allarmismi che in queste ore si registrano in città.


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ALGHERO - Lo slargo visto da via Botticelli
ALGHERO - Il cordolo dello scivolo al livello del marciapiede
ALGHERO - La strada di accesso allo sterrato da via Mazzini sbarrata da quattro fiorie, in secondo piano il tout-venant sparso sulla sede stradale e la fioriera che impedisce l'uscita
ALGHERO - La fioriera che impedisce l'uscita dallo sterrato per via Mazzini, in secondo piano il tout-venant sparso sulla sede stradale e le quattro fioriere in via Mazzini
ALGHERO - Materiale di risulta accantonato nello slargo a ridosso del muro di contenimento del marciapiede di via Barraccu, ex strada del Canalone
ALGHERO - La Chiesa di N. S. del Rosario vista dallo sterrato in via Botticelli, rimasta l'unica via di accesso all'area dopo la chiusura da via Mazzini

 
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