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Alle porte di Alghero un materasso "rosa"...
aspettando il Giro d'Ita
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ALGHERO - Da oltre un mese la suppellettile giace all'inizio della Strada Vicinale S. Agostino, appena lasciata sulla destra la SS 127 bis per chi proviene da Olmedo. Un esempio emblematico di inciviltà, menefreghismo dei cittadini, "disattenzione" dell'Amministrazione comunale. In quel sito altre "criticità"






Il materasso abbandonato da oltre un mese all'inizo della SV S. Agostino all'ingresso di Alghero dalla SS 127bis per Olmedo

Alghero, 6 aprile 2017

Da oltre un mese la suppellettile giace all'inizio della Strada Vicinale S. Agostino, appena lasciata sulla destra la SS 127 bis per chi proviene da Olmedo. Un esempio emblematico di inciviltà, menefreghismo dei cittadini, "disattenzione" dell'Amministrazione comunale. In quel sito altre "criticità".

Il luogo è all'inizio della Strada Vicinale S. Agostino a cui si accede dalla SS per Olmedo, svoltando a sinistra, per chi proviene dal centro catalano, all'altezza del "fortino", di fronte all'ingresso del vecchio acquedotto di "Monte Agnese", praticamente la porta principale della Città. Un tratto di strada molto frequentato da quando è stato aperto il ponte "a guado" sulla detta strada vicinale che attraversa il Rio Calvia e che consente ad oltre 100 utenti di accedere agevolmente ai propri appezzamenti. Non solo, ogni giorno decine di genitori l'attraversano per accompagnare i loro figli ad una scuola privata. Lo stesso porta al nuovo acquedotto di Monte Agnese. Nelle vicinanze insistono alcune attività artigianali ed altre di ricettività turistica, nonché un piccolo agglomerato urbano costituito da alcune case, villette e dalla "bidonville" del vecchio acquedotto.

Da oltre un mese un "incivile" ha pensato bene di lasciare il suo materasso lì, anziché conferirlo all'Ecocentro che dista all'incirca 500 metri da quel luogo. Da allora, nonostante i numerosi "ammiratori" della strana "installazione", si presume che nessuno si sia preoccupato di avvisare qualche autorità o ufficio competente per provvedere alla sua rimozione. Così come si presume che né autorità né addetti degli uffici competenti si siano recati in questo luogo da oltre un mese.

Che alle porte di Alghero, all'inizio della Strada Vicinale S. Agostino, esista una "enclave" dimenticata da Dio e dagli uomini è cosa nota solo a pochi in città. Gli abitanti della zona, alcuni vivono in vere e proprie civili abitazioni, molti altri occupano i locali che furono del vecchio acquedotto (officine, depositi ecc.). Perfino al "fortino" sono stati posti i vetri nelle "bocche di fuoco". Questi cittadini, insieme a tutti coloro che transitano quotidianamente sulla strada vivono quelle criticità che eufemisticamente elenchiamo come # "stranezze".

# Toponomastica e segnalazioni stradali scarse o assenti.
# Presenza di un solo cassonetto per l'indifferenziata, spesso rotto, sicuramente insufficiente, niente contenitore per l'umido né campana per il vetro.
# Quando piove con una certa intensità, dalla stradina bianca di accesso al vecchio acquedotto e dalla strada bianca a sinistra, prive di caditoie, con l'acqua viene giù una consistente quantità di ciottoli che invadono la strada statale e che comunque rimangono sulla strada vicinale come è nello stato attuale.
# Fioriere apparentemente private (alcune in costruzione) insistono sulla strada restringendone la carreggiata.
# Da una di queste fuoriesce una annosa perdita di acqua (o liquame?) che nel tempo avrebbe eroso l'asfalto.
# Un carro attrezzi in disuso parcheggiato, da mesi, pericolosamente sul ciglio della strada.
# Un cantiere edile in attività, dove un vecchio "Maggiolino Volkswagen" appollaiato su un piedistallo (stranezza?) sembra dover spiccare il volo.
# Estemporanee officine "fai da te" per riparazioni di auto e moto sulla strada in pieno giorno.
# Il "cisto" ha, ormai da molti anni, invaso lateralmente la strada asfaltata che porta al nuovo acquedotto riducendo in alcuni tratti la carreggiata transitabile alla metà, così come la vegetazione ai lati della restante strada vicinale, sino al ponte, rende pericolosa la circolazione per la mancanza di visibilità in presenza delle curve strette. (Questa "stranezza" la dobbiamo spiegare: Premesso che il Comune ha l'obbligo di intervenire nella manutenzione delle strade e delle siepi confinanti, salvo eventuale rivalsa nei confronti del privato inadempiente, sembra che nell'officina comunale sia parcheggiata, inutilizzata ormai da oltre un anno, una "benna" multifunzione, di ultima generazione, con braccio semovente dotato anche di "trincia", donata, come ad altri comuni dell'isola, dalla Regione Sardegna. Pare che la movimentazione di tale macchina operatrice preveda l'impiego da tre a cinque operatori compresi i manovratori che dovrebbero frequentare un corso specifico.)
# Sempre in tema di manutenzioni, 500 metri di strada bianca della strada vicinale S. Agostino sono sempre al limite della praticabilità.

Per chiudere, dobbiamo dare atto che dopo la denuncia di Alghero Cronache sull'amianto abbandonato ai bordi della stessa strada vicinale S. Agostino, l'Amministrazione algherese ha incaricato una ditta specializzata alla rimozione del rifiuto pericoloso. E questa non ci sembra davvero una "stranezza".
Ingresso del vecchio acquedotto di Monte Agnese
La perdita d'acqua e l'asfalto eroso - Il materasso abbandonato - Le auto sulla strada statale 127bis
I sassi delle strade bianche dopo le piogge invadono pericolosamente la strada vicinale e la statale. Il "fortino" apparentemente abitato
Il "cisto" ha invaso la carreggiata della strada che porta al nuovo acquedotto (sullo sfondo)
La "benna" della Regione parcheggiata nell'officina comunale da oltre un anno

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