..it
.it
Settimanale fondato nel 1972
Direttore Responsabile
Antonio Pirisi
HOME
News
Ambiente
Cultura
Lavoro
Oltremare
Politica
Salute
Spettacoli
Sport
Taccuino
 

>>> Ambiente index >>> FOTOGALLERY
Intervento di messa in sicurezza del Polo di San Lorenzo

CAGLIARI - Il progetto riguarda il bando pubblicato dal Comune di Cagliari a fine dicembre 2015 e in scadenza al 18 aprile 2016. I lavori da appaltare comprendono: la realizzazione di un moderno impianto di travaso dei rifiuti, la demolizione del camino e la rimozione di una serie di opere infrastrutturali obsolete e fatiscenti per un costo totale di 1.700.000€ interamente a carico del bilancio comunale di Cagliari

L'imponente camino per i fumi dell'ex inceneritore di San Lorenzo

Cagliari, 19 febbraio 2016

L'intervento di risanamento e messa in sicurezza dell’ex inceneritore di San Lorenzo, in comune di Cagliari, affronta una problematica ambientale che trova le sue origini in scelte e metodi di circa 50 anni fa: un’era archeologica per quanto riguarda le tecniche di gestione dei rifiuti. In questo arco di tempo i sistemi si sono evoluti passando dalla pratica dell’accumulo incontrollato allo sviluppo di percorsi di selezione e trattamento. Nei 41.290 metri quadrati occupati complessivamente dagli impianti nel complesso di San Lorenzo sono oggi ben visibili gli esiti di un processo tutto sommato breve, ma per certi versi devastante.
Per venti anni, infatti, dal 1967 al 1987, i rifiuti dei cagliaritani sono stati smaltiti in quello spazio, tramite un impianto di termodistruzione (il Forno Ciclope) e una discarica a cielo aperto, la cui volumetria è stata recentemente valutata in 174.000 metri cubi.
La costruzione dei capannoni destinati ad ospitare il forno per la termodistruzione fu realizzata, nel 1967, dalla società S.A.P. di Firenze, ma l’impianto si rivelò presto inadeguato per trattare i rifiuti prodotti da Cagliari, sia per le quantità che per la loro natura. E’ di questi anni l’aumento esponenziale della produzione pro capite di rifiuti e soprattutto l’incremento di consumo delle materie plastiche, caratterizzate da un potere calorifico capace di mettere in crisi gli impianti come l'inceneritore di San Lorenzo.
Già nel 1980, a pochi anni dalla sua messa in esercizio, il forno si dimostrò obsoleto e si cominciò l’abbancamento dei rifiuti nel terreno limitrofo. Queste operazioni si protrassero fino alla fine degli anni Ottanta, quando inceneritore e discarica furono dismessi e venne realizzata la stazione di travaso, ancora funzionante, che consente la suddivisione dei carichi di raccolta quotidiana e il loro più economico trasferimento agli impianti posti fuori dal perimetro urbano.
La discarica e il forno (dotato di un imponente camino per i fumi) vennero abbandonati, senza alcuna manutenzione, fino al 2007. Nel 2011 si cominciò a invertire la rotta, procedendo alla demolizione delle parti pericolanti dei magazzini e avviando l'intricata procedura di messa in sicurezza permanente della discarica.
L’intero polo è oggi un’area fatiscente ma indispensabile per il sistema di gestione dei rifiuti della città di Cagliari. Giornalmente si lavorano circa 250 tonnellate, convogliate poi sugli impianti di smaltimento o di trattamento.
La progettazione degli interventi di messa in sicurezza e di adeguamento tecnologico ha dovuto quindi considerare l'esigenza di mantenere in esercizio una parte degli impianti. Le scelte progettuali hanno poi percorso un iter di valutazione e confronto che ha richiesto innumerevoli pareri e autorizzazioni da parte di organismi diversi (dalla Regione Sardegna all’ARPAS, dai Vigili del Fuoco a ASL, ANAS, Provincia) per arrivare al bando pubblicato a fine dicembre 2015 e in scadenza al 18 aprile 2016.
I lavori da appaltare comprendono:
- la realizzazione di un moderno impianto di travaso che abbandona il vetusto sistema della fossa e introduce i nastri trasportatori
- la demolizione del camino e del condotto fumi
- la rimozione di una serie di opere infrastrutturali obsolete e fatiscenti per un costo totale di 1.700.000€ interamente a carico del bilancio comunale di Cagliari.
La Conferenza di Servizi tenuta lo scorso 20 gennaio ha definito e condiviso, con tutti gli enti interessati, la progettazione preliminare della messa in sicurezza permanente della discarica. Questo intervento non prevede la rimozione dei rifiuti, ma il loro isolamento e la copertura con vari strati di materiali fino ad arrivare a un livello di superficie che possa favorire la crescita di vegetazione. L’esito del ripristino ambientale sarà pertanto una sorta di collina artificiale, piantumata e piacevole alla vista.
Va sottolineato che la discarica è stata oggetto di numerosissime attività di indagine, con installazione di piezometri, carotaggi, campionamento e stratigrafie dei terreni, campionamento delle acque, analisi chimiche su terreni e acque di falda (pressoché assenti a causa della natura argillosa, dunque impermeabile, dei terreni su cui sorge la discarica) analisi dell'aria, indagini pluviometriche, ricerca effetti sull'ambiente circostante, sondaggi geosismici e geoelettrici. In particolare, le indagini geotecniche e chimico-fisiche hanno rilevato di recente che i rifiuti indifferenziati sono in fase di avanzata mineralizzazione e dunque la discarica è sostanzialmente stabile con scarsa produzione di percolato (attribuibile principalmente alle precipitazioni meteoriche, in assenza di copertura) e assenza di biogas.
Il progetto prevede una soluzione analoga a quella prescritta dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, recante Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. Pertanto si basa su una tipologia passiva di intervento, consistente nel controllo e nell’isolamento dell’ammasso dei rifiuti dall’ambiente circostante. Questa scelta è resa possibile in virtù di due aspetti fondamentali propri dell’area su cui insiste la discarica: l’esistenza di una vasta superficie d’appoggio in argilla impermeabile e l’assenza di acque sotterrane a contatto o in prossimità dei rifiuti.
Il costo previsto è di circa 2,5 milioni di euro, in parte da reperire con un finanziamento della Regione Sardegna, in parte connessi a fondi dell'amministrazione comunale.
A questi risultati si aggiunge la programmazione dell’abbattimento degli edifici e del Forno Ciclope, opera già inserita nel piano triennale delle Opere Pubbliche che dovrà essere oggetto di puntuale progettazione.
Il Forno Ciclope
La discarica a cielo aperto
L'area fatiscente della fossa

 

1966
1970
1971
1972
 
 

Editoriale Algherese Periodici