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Il convegno al Crobu. Bambino e adulto, famiglia e società a confronto sull’autismo

IGLESIAS - L’autismo è stato al centro di un convegno organizzato dalla Asl 7 su un progetto del sindacato Cipe confederazione italiana pediatri.
A Carbonia un ambulatorio specifico per dare una risposta mirata alla diagnostica precoce e la cura di autismo


Iglesias, 23 gennaio 2011
Sabato 22 Gennaio ad Iglesias, presso la sala congressi dell’ospedale Crobu, i maggiori esperti in materia di autismo della Sardegna, associazioni, medici di famiglia e pediatri si sono confrontati sul tema. L’obiettivo fondamentale è stato detto è quello della diagnosi precoce e successivamente la terapia e il sostegno di chi ne è affetto. Nel sulcis iglesiente sono circa 400 le persone che presentano questa patologia le cui cause sono ancora sconosciute.
A marzo, ha detto Silvio Maggetti, responsabile del servizio di neuropsichiatria infantile della Asl 7, sorgerà a Carbonia un ambulatorio specifico per dare una risposta mirata a chi va incontro al problema.
Il tema dell’autismo e dei disturbi pervasivi dello sviluppo è un aspetto che coinvolge differenti figure professionali della sanità in generale e che vede sempre più presente il mondo delle associazioni e del volontariato in prima fila per fornire un sostegno adeguato ai malati e alle loro famiglie. Un aspetto che è divenuto sempre più importante è la necessità di diagnosticare quanto più precocemente possibile il sospetto di tratto autistico. L’obiettivo ambizioso in questo momento e quello di riuscire a individuare possibili sospetti del disturbo autistico già dai primi mesi di vita. Rimane, questo, un traguardo per ora abbastanza lontano e comunque legato a metodiche ancora da affinare, allo stato attuale un obiettivo di più facile approccio e quello di individuare tra 18 e 24 mesi i sospetti da inviare al secondo livello diagnostico. In questo senso la regione Sardegna si pone all’avanguardia in campo nazionale, infatti dal 2009 ha incentivato tramite l’accordo decentrato della pediatria di famiglia, l’esecuzione di un test di screening di indubbia validità: La M.CHAT (di Robins, Fein, & Barton).

Tale metodica allo stato attuale è implementata solamente in poche regioni, in maniera istituzionale, l’Abruzzo, Toscana, Sardegna, Lombardia. Inoltre un altro aspetto appare importante, portare all’attenzione di tutti coloro che sono coinvolti nella presa in carico del fenomeno autismo, le problematiche dell’adolescente e dell’adulto, che investono più direttamente i medici di medicina generale, oltre che tutti gli specialisti ed educatori, le famiglie e le associazioni di volontariato. Fatte queste premesse il convegno proposto, si rivolge quindi sia ai medici pediatri di famiglia, coinvolti nella necessità di un sospetto diagnostico quanto più precoce e nella gestione dei primi anni di vita e dell’adolescente, nel garantire il coordinamento dell’attività terapeutico riabilitativa. I medici di famiglia che devono prendere in carico l’adolescente ed accompagnarlo nell’età adulta, coordinando gli interventi complessi di tipo sanitario e riabilitativo. Le varie figure di specialisti coinvolte, pediatri ospedalieri, fisioterapisti, neuropsichiatri, psicologi, educatori in genere.

Sono circa 4000 in Sardegna le persone affette da autismo, un disturbo persuasivo dello sviluppo che si manifesta entro il 3° anno di età con deficit nell’area della comunicazione, interazione sociale, immaginazione e comportamento. Questa patologia che solo 10 anni fa era quasi sconosciuta presenta un’insidia diagnostica che non permette di effettuare un preciso censimento.

>>> IGLESIAS - "Bambino e adulto, famiglia e società a confronto sull’autismo" Al Crobu un importante convegno sull’autismo

 
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