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Lettera di Cappellacci a Berlusconi: La Sardegna attende risposte dallo Stato e un Ministro sardo nel Governo

REGIONE - Il presidente della Regione con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio ha espresso un netto dissenso rispetto l’impugnazione da parte del Governo della legge regionale sul patto di stabilità, riservandosi di valutare tutte le iniziative da porre in essere per difendere le decisioni dell’Assemblea sarda



Il presidente della regione, Ugo Cappellacci e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
(Ph. Elisabetta Messina)
Regione, 21 gennaio 2011
“La Sardegna attende risposte dallo Stato e, per ragioni note, non può più aspettare. La Regione chiede di essere nelle condizioni di poter intervenire. Il Governo non può esitare sul primo aspetto e, in più, condizionare negativamente la nostra azione sul secondo.” Così il presidente della Regione con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio ha espresso un netto dissenso rispetto l’impugnazione da parte del Governo della legge regionale sul patto di stabilità, riservandosi di valutare tutte le iniziative da porre in essere per difendere le decisioni dell’Assemblea sarda.

Cappellacci non si è soffermato tanto sulle argomentazioni di carattere tecnico-giuridico, quanto sulle ben più pregnanti motivazioni di carattere politico, che hanno condotto la Regione Sardegna all’approvazione delle legge: dare una prima risposta al sistema economico e sociale dell’Isola, nelle more della soluzione di altri questioni ancora aperte con lo Stato. Tra esse, Cappellacci ricorda in particolare la vertenza entrate e la sanità penitenziaria: “Questioni inderogabili – puntualizza il governatore- e improcrastinabili”.

Il presidente sottolinea che la Regione non sta chiedendo politiche assistenzialistiche: “Stiamo rivendicando ciò che ci spetta di diritto per andare avanti con le nostre gambe, affinché la nostra terra abbia le stesse condizioni di partenza delle altre Regioni italiane ed europee.” Cappellacci infine chiede che la sensibilità e l’attenzione ai problemi dell'Isola, più volte dichiarata, sia percepibile in concreto e sia avvertita come un valore ed una caratteristica dell’Esecutivo.

Infine il presidente della Regione chiede anche un “Segnale di impegno, di ricettività rispetto alle sollecitazioni che vengono dalla nostra Isola e di garanzia che non vi saranno più rinvii, ma la volontà di imprimere una forte accelerazione: l’ingresso di un Ministro sardo nel Governo”.


 
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