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Mario Bruno (Pd): "Commissari Asl, giunta regionale senza più ritegno"

REGIONE - Mario Bruno (Pd): "Anche nell'ultima riunione dell'anno, la giunta Cappellacci ha dimostrato di non lavorare nell'interesse dei sardi ma in quello della propria parte politica"

Mario Bruno, capogruppo Partito democratico, Consiglio regionale della Sardegna

Regione, 2 gennaio 2011
Anche nell'ultima riunione dell'anno, la giunta Cappellacci ha dimostrato di non lavorare nell'interesse dei sardi ma in quello della propria parte politica. Non si illuda però la maggioranza: il fallimento di questa esperienza non può trovare rimedio attraverso rimpastini o becere logiche di spartizione del potere di antica memoria.

Ci riferiamo, in questo caso, alla proroga del commissariamento delle ASL: sarebbe da annoverare tra le farse, se non fosse una reale tragedia per i sardi. Pensiamo infatti al deficit di oltre 160 milioni di euro prodotto nell'ultimo anno a carico dei contribuenti, all'allungamento delle liste d'attesa, alla situazione di caos che regna nella intera sanità sarda.
In questo scenario, si prosegue nella riduzione della sanità a centro di potere, all'imposizione di logiche da manuale Cencelli, al sostentamento di clientele. Dov'è finita la riforma? Come si pensa di attuare una seria e necessaria programmazione sanitaria? Qualcuno provi a rispondere all'ex commissario Manca, che solleva accuse circostanziate a ben individuati esponenti del PdL sulla invasione nella gestione della sanità sassarese.

Ma ormai non c'è più ritegno. Si commissariano ora anche i consorzi industriali per impedire - come afferma la legge - la gestione alle amministrazioni provinciali, guarda caso di opposto segno politico. Con questa maggioranza di centrodestra non c'è da sprecare un solo attimo in tentativi di intese sul bene comune, perché al di là delle apparenze e delle finzioni, il bene comune non sanno neppure dove stia di casa.

Infine, hanno ripreso a circolare nomi di un ennesimo rimpastino: non è più un governo regionale ma una porta girevole. E, competenze e pesi in campo, rendono sempre più forte l'impressione che Cappellacci andrà a svolgere un ruolo di comparsa, stritolato tra gli interessi romani e quelli cagliaritani. Il suo "peso" e la sua autorevolezza vicini allo zero. Per il bene della Sardegna, tolgano il disturbo al più presto!

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